VENEZIA - L'affluenza altissima di visitatori in città favorisce la presenza in massa anche delle bande di borseggiatori e borseggiatrici (per la verità, molto più numerose queste ultime) e continua la strage di zainetti e portafogli. Ieri mattina sono riuscite a far piangere perfino un marcantonio di un metro e 90 alla cui compagna avevano da poco sottratto il portafogli con un sacco di euro in contanti, carte di credito, i documenti e anche alcune importanti foto di famiglia. E anche questa volta le borseggiatrici sono riuscite a farla franca perché sul ponte de la Paglia e nella stessa piazza San Marco non c'erano forze dell'ordine pronte a intervenire.
Il bottino (purtroppo non recuperato) è stato molto pesante: 1.900 euro in contanti più tutto il resto, cioè la seccatura di contattare l'ambasciata per ottenere i documenti che serviranno per rientrare in patria. La famiglia in questione era turca e certamente porterà con sè un pessimo ricordo della visita a Venezia.
«Mi trovavo a San Zaccaria - racconta il testimone, uno dei Veneziani non distratti che collabora attivamente a sventare decine di borseggi ogni giorno - e ho visto la banda con tre ragazze, tutte molto conosciute sia a noi che alle forze dell'ordine, mentre aprivano lo zainetto a una turista. Ho fatto una corsa, gridando "Attenzione borseggiatori " ma in quel caso non avevano toccato nulla. Le ho seguite facendo un video con il telefono sotto il portico di palazzo Ducale sempre avvertendo i passanti. Arrivato all'angolo verso la piazzetta, ho incontrato un uomo sui 35 anni, alto un metro e 90 con un giubbotto in pelle che disperato chiedeva loro di restituire almeno i documenti e le foto».






