di
Antonella Gasparini
Blitz della polizia per fronteggiare un altro fenomeno odioso, oltre a quello dei borseggi. Le vittime, avvicinate già fuori dalla stazione, «pagavano» per paura
Facchini abusivi all'ingresso di Venezia: violenti, minacciosi, responsabili di aggressioni, rapine ed estorsioni ai danni dei turisti in visita alla città presi di mira e attaccati. La squadra mobile della questura lagunare, diretta dal comandante Eugenio Masino e coordinata dalla procura di Venezia ha assicurato alla giustizia quattro porter, condannati al carcere, tre di loro già al penitenziario veneziano di Santa Maria Maggiore e uno ricercato. Tutti uomini di origini straniere, tra i 25 e i 54 anni, accusati di estorsione tentata, consumata, rapine: tutti reati aggravati.
Due le diverse misure cautelari: la prima a carico di tre porter attraverso un'indagine condotta dalla squadra mobile con il commissariato San Marco e la polizia ferroviaria. La seconda, portata a termine dalla polizia ferroviaria di Venezia, a carico di altre due persone, una delle quali già compresa nella prima ordinanza. Decine inoltre i fuorilegge denunciati. «Abbiamo destinato importanti risorse e garantito un grande sforzo investigativo per questa indagine - ha commentato il, questore di Venezia, Antonio Sbordone - che ha consentito di stroncare un fenomeno delittuoso odioso, per la violenza e la prepotenza perpetrate ai danni di numerosi turisti. Una condotta ripetuta nel tempo, lesiva per l’immagine straordinaria ed accogliente della città».









