Due arresti per truffa in Brianza della polizia, che per fare scattare le manette ai malviventi incaricati del ritiro del bottino, li hanno seguiti dalla stazione ferroviaria, dove sono scesi dal treno partito da Napoli, fino al domicilio delle vittime. Le modalità di questi raggiri che prendono di mira le fasce deboli della popolazione partono sempre al telefono. Dopo quello della chiamata da parte di un sedicente avvocato o funzionario della Prefettura che informa del figlio o nipote coinvolto in un incidente da lui provocato e del bisogno immediato di pagare per uscire da quel guaio, con tantissime vittime già mietute, ora la nuova frontiera della truffa gira intorno alla targa dell’auto del malcapitato in là con gli anni.
"Ci risulta una rapina commessa con una vettura con la sua targa, probabilmente le è stata clonata – dichiara dall’altra parte della cornetta o al telefono cellulare dell’anziano preso di mira un uomo che sostiene di essere un carabiniere – Dobbiamo venire a casa a vedere se tra i suoi oggetti preziosi risulta anche il bottino dei malviventi". Poche parole che bastano a intimidire la vittima e a spingerla ad accettare il controllo delle forze dell’ordine. Il primo dei raggiri sventati si è consumato a Villasanta ai danni di una 62enne con problemi di disabilità a cui un 35enne era riuscito a sottrarre monili in oro per un valore di 20mila euro e 600 euro in contanti. Il 35enne arrestato dagli uomini della Squadra mobile della Questura di Milano è stato seguito quando dalla stazione Centrale di Milano ha preso un taxi fino in Brianza.










