Pubblicato il: 25/07/2026 – 10:54
CATANZARO Criticità e ritardi ma anche esperienze positive e «una progressiva evoluzione dell’impostazione programmatoria». Sul piano della difesa del suolo e della prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico la Calabria presenta ombre ma anche luci: è quanto emerge dall’ultimo referto stilato dalla Sezione delle Autonomie della Corte dei Conti, che fa il punto sulle azioni messe in campo in tutt’Italia e da tutte le regioni.
Il punto della situazione
Per quanto riguarda la Calabria la magistratura contabile anzitutto segnala, a fronte di «significativi investimenti nei settori della resilienza territoriale, della prevenzione del rischio idrogeologico e della gestione sostenibile delle risorse idriche», ancora «un insieme di criticità gestionali e procedurali che continuano a incidere sull’efficacia degli interventi programmati». Un focus specifico viene dedicato al settore idrico: qui – si legge nel referto – «la Corte dei Conti evidenzia il superamento della condizione abilitante europea a seguito dell’approvazione, nel settembre 2024, dell’aggiornamento del Piano d’Ambito del Servizio Idrico Integrato da parte dell’Autorità Rifiuti e Risorse Idriche della Calabria (ArriCal), ma evidenzia come la programmazione finanziaria, nonostante risulti coerente con gli obiettivi europei di sostenibilità e adattamento climatico, presenti criticità riconducibili al ritardo nell’adeguamento della pianificazione di settore, alla necessità di consolidare la capacità amministrativa dell’ente di governo del servizio e alla presenza di interventi ancora non completati». Si rimarca poi che «dal confronto tra il Defr 2025-2027 e il Defr 2026-2028 emerge una sostanziale continuità delle priorità regionali in materia di tutela del territorio, prevenzione del dissesto idrogeologico e gestione sostenibile delle risorse idriche, accompagnata da una progressiva evoluzione dell’impostazione programmatoria. Se il Defr 2025- 2027 colloca prevalentemente tali interventi nell’ambito degli strumenti della programmazione europea 2021-2027, il successivo Defr2026-2028 – spiega la Corte dei Conti – delinea una strategia maggiormente orientata al lungo periodo e al rafforzamento delle infrastrutture strategiche e della governance settoriale».






