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Piovono critiche anche dal gruppo politico “Progetto Ricostruzione Taormina” sulla modifica al Regolamento della tassa rifiuti, che ha introdotto una nuova categoria per gli affitti brevi turistici non imprenditoriali.
Nel 2025 tali utenze erano state inserite tra quelle non domestiche, modificando le tabelle del Piano economico finanziario senza però adeguare il Regolamento, mentre adesso è stata introdotta una categoria specifica e una tariffa inferiore di circa il 40-50% rispetto quella non domestica applicata lo scorso anni. «Prt rivendica di avere contribuito concretamente a far rivedere quella scelta – esordisce il gruppo – ma la tariffa del 2025, introdotta senza una preventiva base regolamentare, non può essere utilizzata per presentare la nuova disciplina come uno sconto. Confrontando la Tari che verrà applicata agli immobili classificati nella nuova categoria con quella che gli stessi immobili pagherebbero se fossero invece classificati come normali utenze domestiche, emerge un aumento molto rilevante del tributo».
“Progetto Ricostruzione Taormina” calcola che per un immobile di 80 mq il rincaro varia dal 25% al 106% (a seconda che il nucleo familiare di riferimento sia composto da 4 o da 1 persona); per un immobile di 100 mq varia dal 41% al 128%; per un immobile di 120 mq varia dal 55% al 145%. Le simulazioni riguardano la tariffa Tari di base, prima del tributo provinciale e di eventuali riduzioni o agevolazioni. «Le nostre iniziative hanno contribuito a far abbandonare la tariffa molto più onerosa applicata nel 2025 – evidenzia Luca Manuli, membro di Prt e consigliere di minoranza – ma non accettiamo che oggi quella tariffa venga utilizzata per parlare di uno sconto. Il confronto corretto è con quanto i cittadini come utenze domestiche ed è, rispetto a quella tariffa, che emergono aumenti anche superiori al 50%».












