La morte di un amico e la risposta del medico: «Le cure palliative non sono una resa. Semmai sono la parte più umana della medicina». L’assistenza ai malati inguaribili e la battaglia per la “cultura del limite”. Servono 850 medici in più e altri 6mila paramedici, ma la scuola di specializzazione in cure palliative fatica a riempire i posti disponibiliHo visto un amico morire. È accaduto a centinaia di migliaia di persone, ma la prima volta apre voragini di angoscia. Aveva 72 anni, se n’è andato in poco più di un mese. Niente chemioterapia, nessun intervento chirurgico. Troppo tardi, il cancro gli aveva polverizzato il fegato e si era esteso ad altri organi e allo scheletro. Una mattina, mentre attendeva con un esile filo di speranza i risultati degli esami a cui era stato sottoposto qualche ora prima, i medici si sono presentati accanto al sDario Cresto-Dina
Per un fine vita più umano e degno bisogna risolvere carenze e divari
Le cure palliative non sono una resa. Semmai sono la parte più umana della medicina








