HomePoliticaIl ddl anti-maranza divideContrarie le opposizioni e i giudici. La premier tira dritto: saremo più sicuri. .Contrarie le opposizioni e i giudici. La premier tira dritto: saremo più sicuri. .Ricevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguicidi Francesca LequaglieROMALo scontro sul ddl del governo sulla giustizia minorile esplode prima ancora del confronto parlamentare e si consuma sui social. A innescarlo è un post dei deputati del Pd, che pubblicano una foto della presidente del Consiglio Giorgia Meloni accompagnata dalla scritta: "Con lei anche i vostri figli possono andare in carcere". La replica della premier arriva poco dopo: "”Con lei” anche i vostri figli possono andare in carcere se delinquono. Per tutti gli altri stiamo lavorando perché possano crescere in un’Italia più sicura, con più opportunità e più futuro. Ps: grazie per aver contribuito a far conoscere questa norma di buonsenso". Uno scambio che riassume le due visioni contrapposte sulla riforma: da una parte il principio del "chi sbaglia paga", dall’altra il timore che la giustizia minorile venga spostata da un modello educativo a uno più repressivo.
Critiche trasversali arrivano dalle opposizioni, dai penalisti e dalle associazioni. Alla filosofia della premier fa eco il leader della Lega, Matteo Salvini, secondo cui la riforma ribalta il principio oggi in vigore: "Si presume che un ragazzo tra i 14 e i 18 anni sia consapevole delle proprie azioni, salvo prova contraria". Per Salvini, "se a 17 anni si può prendere la patente, è giusto che ci siano anche gli oneri oltre agli onori. Se commetti un reato non puoi nasconderti dietro la minore età", sottolineando comunque che il percorso rieducativo per i minori resta previsto. Il ddl non interviene solo sull’imputabilità.












