La variante urbanistica prevista da un accordo di programma di oltre 25 anni fa non è sufficiente per superare i vincoli previsti dal Piano paesaggistico emanato nel frattempo. È su questa base che la Regione è riuscita a bloccare il progetto del megaresort previsto nelle campagne di Castellana Grotte, in contrada Centrone Grande, un’opera da 100 milioni di euro con due borghi di ville, albergo e sala ricevimenti.
Ieri il Consiglio di Stato (Quarta sezione, presidente Lamberti, estensore Loria) ha accolto l’appello presentato dalla Regione (con gli avvocati Libera Valla e Francesco Zizzari) contro la sentenza del Tar di Bari che aveva annullato l’esito negativo della conferenza di servizi convocata sul progetto dalla Città metropolitana di Bari. Lo scorso anno i giudici di Palazzo Spada avevano già sospeso la decisione, impedendo quindi che l’operazione potesse andare avanti.
Il progetto nasce a fine anni ‘90 e interessava un’area agricola di oltre 35 ettari, al confine tra le campagne di Castellana Grotte e Monopoli, in una posizione strategica che «vede» il mare. La prima versione della proposta è stata rimodulata nel 2022, portando l’edificazione da 203mila a 91mila metri cubi: i pareri negativi di Regione e Soprintendenza hanno portato alla conclusione negativa della conferenza di servizi, poi impugnata dalla società (Reges spa) davanti ai giudici amministrativi.









