Il porcino affiora nel sottobosco delle Madonie, accanto ai noccioleti di Polizzi Generosa, mentre i carciofi spinosi di Cerda passano in tegame con aglio e prezzemolo. Dai frassini di Castelbuono scende la linfa che diventerà manna e le mani si sporcano raccogliendo gelsi fra i “ruvetti” (rovi in dialetto). Sembra l’inizio di una storia, ma è tutto vero. Questo romanzo gastronomico declina la Sicilia in formato gelato partendo dalla mappa di alcuni dei suoi prodotti più rappresentativi. Dalla nocciola al carciofo, dalla manna ai gelsi, passando per il vino, il celeberrimo Nero d’Avola. Saperi e sapori che raccontano un territorio, quello di Castellana Sicula, in provincia di Palermo, nati per durare, che oggi trovano nel gelato una forma nuova.
Il Festival del Gelato Madonita di Castellana Sicula, giunto alla nona edizione con “Cuor di Gelato”, parte da questa idea e affida a sette gusti il compito di restituire l’isola. Tra Pollina e Castelbuono la manna si ottiene incidendo il tronco dei frassini nei mesi estivi. La linfa fuoriesce lentamente, si asciuga al sole e forma cannoli bianchi dalla dolcezza tipica. Dietro quel sapore c’è il lavoro certosino dei frassinicoltori, custodi di una pratica agricola sopravvissuta nelle Madonie. La nocciola di Polizzi Generosa e il miele di ape nera sicula raccontano altri frammenti dell’isola. La prima sfida i grandi competitor piemontesi, senza far rimpiangere al morso la cugina sabauda, la seconda è un presidio Slow Food, nato per tutelare una specie in via d’estinzione. Il passaggio ai sapori della cucina e del bosco spinge la ricerca oltre le consuetudini. Il fungo porcino richiama la terra umida e le passeggiate tra gli alberi. Il carciofo spinoso di Cerda rimanda ai cacuocciuli ’a viddanedda, tipica preparazione dei carciofi in umido, cotti con olio, aglio e prezzemolo.








