Il Carnevale tra coriandoli e cibo, da scoprire attraverso i piatti della tradizione. Ecco un viaggio nell’Italia gastronomica del giovedì grasso e dintorni.
Maccheroni ‘e cincu puttusa’ ad Acireale
Il Carnevale di Acireale, tra i più belli e antichi della Sicilia, è un tripudio di carri allegorici, maschere barocche, profumi inebrianti e sapori decisi, gli stessi che dalla strada trasmigrano in tavola. A dominare la scena gastronomica ci sono le immancabili crispelle con acciughe o ricotta, o la loro versione dolce, immerse nel miele di zagara. Ma dal martedì al giovedì grasso “Carnevale” fa rima con “maiale”.
I maccheroni ‘e cincu puttusa’ di Acireale
Il protagonista assoluto è un piatto povero e opulento al tempo stesso: i maccheroni ‘e cincu puttusa’, pasta forata in cinque punti, derivata da un antico torchio borbonico. “Un piatto che mangiavamo per tutti i giorni della festa e che poi scompariva fino all’anno successivo”, racconta lo chef Manuel Tropea del ristorante “Concezione” di Catania. Il segreto? “La salsiccia si aggiunge solo alla fine, a fuoco spento”, confida. “Mia nonna faceva così per far rilasciare il suo grasso dolcemente e profumare tutto il piatto”. (Francesco Seminara)











