È il magistrato che ha emesso mandati di arresto per crimini di guerra contro Vladimir Putin e Benjamin Netanyahu. Ma oggi Kharim Khan ha definitivamente perso il posto di procuratore capo della Corte Penale Internazionale dell'Aia per le accuse di abusi sessuali che gli sono state rivolte da due donne del suo staff. I rappresentanti dei Paesi membri del tribunale, riuniti presso l'Onu, lo hanno destituito dall'incarico con 85 voti contro 13 e 15 astenuti. Il ministro dgli Esteri israeliano Gideon Saar ha immediatamente chiesto che la Corte ritiro l'incriminazione di Netanyahu. E il segretario di Stato americano Marco Rubio, definendo i giudici della Corte come dei "lunatici", ha ribadito il proposito del presidente Trump di smantellarla "pezzo per pezzo".

Khan si era autosospeso nel maggio 2025 all'apertura di un'inchiesta nei suoi confronti e successivamente gli organi dirigenti della Corte lo avevano a loro volta sospeso dal ruolo. La decisione presa a New York mette fine alla sua carriera di magistrato internazionale, nel corso della quale si è distinto per avere incriminato fra gli altri Putin per i crimini contro l'umanità commessi dalle sue truppe nell'invasione dell'Ucraina e Netanyahu per i crimini di guerra commessi dall'esercito dello Stato ebraico a Gaza. Khan aveva emesso mandati di cattura anche contro Yoav Gallant, l'allora ministro della Difesa israeliano, e tre leader palestinesi di Hamas, Yahya Sinwar, Mohammed Deif e Ismail Haniyeh, questi ultimi per l'aggressione a Israele del 7 ottobre 2023, sebbene nel frattempo fossero stati tutti eliminati da operazioni israeliane.