La misura senza precedenti della Corte dell'Aja sulle accuse di molestie. A decidere saranno ora gli Stati membri

Karim Khan, il procuratore capo della Corte penale internazionale noto tra l’altro per aver spiccato i mandati d’arresto internazionale per crimini di guerra per Vladimir Putin e Benjamin Netanyahu, è stato sospeso dal suo incarico con effetto immediato. La misura è stata presa lunedì dal comitato esecutivo della Cpi, che ha deciso di deferire a una sessione speciale dei rappresentanti degli Stati membri l’accertamento delle accuse di abusi sessuali ai danni di Khan. Secondo un documento visionato dal Guardian il comitato, composto da 21 Stati membri della Corte, ha stabilito a maggioranza qualificata che Khan si sarebbe reso responsabile di «gravi illeciti» in relazione alle accuse di abusi sessuali. Non si tratta, almeno per il momento, di una conferma che quelle molestie – che Khan ha sempre negato – siano state commesse. La sospensione «non è indicativa dell’esito finale», si è affrettato a precisare l’organo direttivo della Corte. Al contempo però si auspica che la sessione speciale dell’assemblea degli Stati membri chiamata a esaminare le accuse sia convocato «il più presto possibile».