Il procuratore capo della Corte penale internazionale, Karim Khan, è stato sospeso dalle sue funzioni dopo che l'organo di controllo della Corte lo ha deferito con un procedimento disciplinare. In uno scandalo che si trascina da oltre due anni, Khan è accusato di molestie sessuali nei confronti di una sua assistente.
La decisione finale sul destino dell'avvocato britannico spetta ora all'Assemblea degli Stati parte, l'organo di supervisione della Cpi, che terrà una sessione speciale per decidere se Khan potrà mantenere il suo incarico.
La decisione, ha fatto sapere la Corte in un comunicato lunedì, è stata presa “sulla relazione di un'indagine condotta dall'Ufficio delle Nazioni Unite per i servizi interni (OIOS), sulle prove raccolte, sul parere di un gruppo ad hoc di esperti giuridici e sulle memorie scritte”.
Le accuse di molestie sessuali
Secondo una copia della relazione visionata dall'Associated Press, l'indagine delle Nazioni Unite ha riscontrato prove di “contatti sessuali non consensuali con (l'assistente) nel suo ufficio, nella sua residenza privata e durante un viaggio di lavoro”. Atteggiamenti segnalati per la prima volta all’organo di controllo più di due anni fa. Secondo un’inchiesta Ap, Khan avrebbe conosciuto la donna quando lavorava in un altro dipartimento della Cpi e ne avrebbe disposto il trasferimento nel suo ufficio. Da allora sarebbe diventata una presenza fissa nei viaggi ufficiali del procuratore capo.










