Venerdì sera, quando a New York i due terzi degli Stati che riconoscono l’Icc hanno ratificato la versione del Bureau e licenziato il procuratore, l’imputato era assente: non può entrare negli Usa perché sottoposto a sanzioni dall’amministrazione Trump, insieme a dieci suoi colleghiDopo 73mila morti a Gaza abbiamo finalmente un colpevole: è il procuratore della Corte penale internazionale, Karim Khan, colui che incriminò Netanyahu per crimini contro l’umanità. Riuniti nel Palazzo di vetro, i 125 Stati che riconoscono e finanziano la Corte venerdì notte hanno rimosso Khan per «una grave scorrettezza»: avrebbe profittato della propria posizione di potere per imporre una relazione intima ad una sua giovane collaboratrice malese. Hanno giudicato attendibile questa versione, e Guido RampoldiScrittore e giornalista. Dal 1987 al 2011 ha seguito tutti i più importanti eventi di politica estera, prima per "La Stampa" e poi per "La Repubblica". Inviato speciale, editorialista e war-correspondent, ha vinto alcuni tra i maggiori premi di giornalismo, tra i quali il Barzini e il Mad David. Laureato in Filosofia, ha pubblicato saggi sullo sterminio come pratica ‘politica’ dal dopoguerra ad oggi (L'innocenza del Male, Laterza 2004) e sull'uso politico degli idrocarburi nel mondo contemporaneo (I giacimenti del potere, Mondadori 2006). Un suo romanzo ambientato in Afghanistan (La mendicante azzurra, Feltrinelli 2008) ha vinto il Premio Bagutta opera prima. Il suo successivo romanzo (L'acrobata funesto, Feltrinelli 2012) è stato letto come una satira del giornalismo corrente.
Dopo gli avvertimenti di Usa e Israele, il pilatismo: Karim Khan rimosso dalla Cpi
Venerdì sera, quando a New York i due terzi degli Stati che riconoscono l’Icc hanno ratificato la versione del Bureau e licenziato il procuratore, l’imputato era assente: non può entrare negli Usa perché sottoposto a sanzioni dall’amministrazione Trump, insieme a dieci suoi colleghi











