A luglio potrebbe essere rimosso Karim Khan, il procuratore della Cpi. La rimozione al termine di una procedura anomala pregiudicherebbe la credibilità della Corte sbriciolandone il nucleo universale: il suo essere sottratto alla volontà degli stati, degli eserciti, del più forteNel disinteresse generale a luglio si decide la sorte della Corte penale internazionale (Cpi o Icc), antidoto imperfetto e ancora rudimentale alle manipolazioni prodotte dalle fabbriche delle narrazioni furbe (taluni governi, taluni partiti, tanti media). I vertici di Usa e Israele vorrebbero liquidarla, molti europei non si opporrebbero. Il governo Netanyahu, in particolare, ha ingaggiato con la Corte, con l’Onu, con la giustizia internazionale, e, direbbero alcuni, con la verità, un corpo-a-coGuido RampoldiScrittore e giornalista. Dal 1987 al 2011 ha seguito tutti i più importanti eventi di politica estera, prima per "La Stampa" e poi per "La Repubblica". Inviato speciale, editorialista e war-correspondent, ha vinto alcuni tra i maggiori premi di giornalismo, tra i quali il Barzini e il Mad David. Laureato in Filosofia, ha pubblicato saggi sullo sterminio come pratica ‘politica’ dal dopoguerra ad oggi (L'innocenza del Male, Laterza 2004) e sull'uso politico degli idrocarburi nel mondo contemporaneo (I giacimenti del potere, Mondadori 2006). Un suo romanzo ambientato in Afghanistan (La mendicante azzurra, Feltrinelli 2008) ha vinto il Premio Bagutta opera prima. Il suo successivo romanzo (L'acrobata funesto, Feltrinelli 2012) è stato letto come una satira del giornalismo corrente.