Pastasciutta antifascista a Verona, sabato 25 luglio a Santa Toscana il tradizionale evento che ricorda la famiglia Cervi.

Sabato 25 luglio alle 18.30 in piazza XVI Ottobre, Santa Toscana, si terrà l’iniziativa “Pastasciutta antifascista” rinnovando una tradizione che si tramanda da 83 anni per celebrare la storia e onorare il sacrificio di chi ha lottato per la libertà, e consolidare l’impegno nella difesa dei valori democratici.

L’evento, che si celebra in contemporanea in altre piazze in Italia, ricorda l’atto compiuto da Alcide Cervi il 25 luglio 1943, quando offrì un piatto di pasta a tutti gli amici, i parenti e agli abitanti di Campegine, nella bassa reggiana, per festeggiare l’arresto di Benito Mussolini. Quella dei Cervi si ricorda come una intera famiglia di partigiani, che ebbe un ruolo importante nella Resistenza, e che pagò a caro prezzo le scelta antifascista, dal momento che tutti e sette i figli maschi di Alcide vennero fucilati dai nazifascisti.

La pastasciutta antifascista rimane così ricordo e simbolo di un momento importante della storia italiana, messaggio di speranza e umanità per il progresso e per il futuro

Come da un ricordo di Alcide Cervi: “Ma è sempre Aldo che ci dice di far esplodere la contentezza, intanto si vedrà. E propone: papà, offriamo una pastasciutta a tutto il paese. Bene dico io, almeno la mangia. E subito all’organizzazione. Prendiamo il formaggio dalla latteria, in conto del burro che Alcide Cervi si impegna a consegnare gratuitamente per un certo tempo quanto basta. La farina l’avevamo in casa, altri contadini l’hanno pure data, e sembrava che dicesse mangiami, ora che il fascismo e la tristizia erano andati a ramengo. Facciamo vari quintali di pastasciutta, insieme alle altre famiglie. Le donne si mobilitano nelle case, intorno alle caldaie, c’è un grande assaggiare la cottura, e il bollore suonava come una sinfonia. Ho sentito tanti discorsi sulla fine del fascismo, ma la più bella parlata è stata quella della pastasciutta in bollore”.