Pubblicato il: 24/07/2026 – 17:10

di Giorgio Curcio

LAMEZIA TERME Migliaia di chat decriptate attraversano i confini, entrano nei fascicoli italiani trasformandosi in elementi chiave per sostenere accuse, misure cautelari e, soprattutto, richieste di condanna. È il diritto di contestarle che rischia di perdersi durante il tragitto tra la Francia, dove quelle conversazioni sono state raccolte, e l’Italia, dove vengono utilizzate nei processi, innescando un cortocircuito europeo. Ed è qui che si inseriscono le motivazioni depositate dalla Cassazione sul caso delle comunicazioni Sky Ecc confluite nel procedimento “Ostro” celebrato davanti al Tribunale di Catanzaro. Ma attenzione: la pronuncia non dichiara inutilizzabili le chat e non cancella automaticamente le prove acquisite all’estero, ma in buona sostanza riconosce la legittimità del percorso costruito dagli avvocati difensori per consentire agli imputati di «conoscere e contestare le modalità attraverso le quali quel materiale è stato raccolto e trasferito in Italia». La Sesta sezione penale ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla Procura di Catanzaro contro l’ordinanza del giudice dell’udienza preliminare del 22 gennaio 2026. Il Gup, accogliendo le richieste delle difese, aveva riservato l’emissione di un nuovo Ordine europeo di indagine diretto alla Francia, con l’obiettivo di preservare la documentazione relativa alle indagini transalpine e permettere agli interessati di esercitare i rimedi previsti in quello Stato.