Antonio Picasso
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Se la politica non ha morale, allora rompere le alleanze non è peccato. E su questo l’Italia è maestra. Tuttavia, bisogna sempre capire il motivo del cambio di bandiera. Di solito lo facciamo perché l’alleato del momento ci pare poco solido. In altri casi perché “molta è la confusione in cielo”. Quindi è utile cogliere tutte le opportunità. È quasi banale scomodare Mao per cercare di capire il motivo della partecipazione del Direttore generale di Agenda per l’Italia Digitale, Mario Nobile – quindi il governo italiano – al China’s World Artificial Intelligence Conference (Waic) di Shanghai. Il merito va a Formiche e Decode39 per avergli fatto tana. Non che Nobile si fosse impegnato a nascondersi. Il selfie pubblicato su LinkedIn, con tanto di endorsement al discorso di Xi Jinpng non rientrano nella sfera della discrezione. E tanto meno della coerenza. Visto che, due settimane prima, a Washington l’ambasciatore Varricchio – anche lì il governo italiano – firmava il Joint Statement on Ai Opportunity con gli Usa. La Pax Silica, per intenderci.
A Shanghai, Xi ha confermato la nota dottrina cinese in fatto di Ai. L’apertura dei mercati è utile per insinuarsi come un fluido in quegli spiragli lasciati aperti dai governi e dai soggetti privati. E pare che questo a Nobile piaccia. La guerra cognitiva non è come la Guerra fredda. Buoni e belli da una parte, brutti e cattivi dall’altra. Oggi il nemico è già a casa nostra. Così come noi siamo già a casa sua. O per lo meno dovremmo esserci. Ai “bei tempi” tu non avevi gli arsenali nucleari sovietici a Trieste e né i Polaris americani a Cracovia. Oggi però Huawei, Tik Tok e tanti altri “grandi fratelli” con l’occhio a mandorla forniscono alla luce del sole servizi e supporti informatici alle economie dell’Occidente. E così penetrano la nostra cortina.








