Dall’intelligenza artificiale alla competizione tra potenze, la bussola resta la collocazione internazionale dell’Italia. Mario Caligiuri, professore ordinario all’Università della Calabria, Presidente della Società Italiana di Intelligence, invita a distinguere tra le scelte strategiche del Paese e le iniziative dei singoli attori. La relazione dell’intelligence indica la strada
“Ad oggi secondo me nessuno ha un’idea di fondo di come si svilupperà l’intelligenza artificiale e quali ricadute profonde provocherà all’interno della società. Sarà ancora più evidente in futuro una metamorfosi del mondo, dove nulla sarà come prima. Noi stiamo interpretando il fenomeno dell’intelligenza artificiale con parole, categorie mentali, concetti culturali, teorie giuridiche, pratiche educative e organizzazioni sociali che fanno riferimento a un mondo in via di estinzione”. Così a Formiche.net Mario Caligiuri, professore ordinario all’Università della Calabria, Presidente della Società Italiana di Intelligence.
La presenza del direttore dell’Agenzia per l’Italia Digitale alla conferenza di Xi Jinping che segnale è, secondo la sua opinione?
L’intelligenza artificiale rappresenta un fattore sempre più importante della geopolitica internazionale e, più che le iniziative singole, valgono le posizioni dei Governi.









