L'€conomista

Alessandro Caruso

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La via italiana all’intelligenza artificiale si gioca ormai sempre più sul campo dell’esecuzione. Dopo l’AI Act europeo e la successiva normativa italiana di recepimento, il Paese deve trasformare principi e strumenti di governance in una politica industriale capace di sostenere imprese, ricerca e pubblica amministrazione.

È il nodo emerso anche in un incontro che ha riunito operatori tecnologici, istituzioni e accademici sulle condizioni necessarie per costruire un ecosistema nazionale dell’IA. L’intelligenza artificiale non può essere considerata soltanto una tecnologia da acquistare e integrare nei processi esistenti. È ormai un’infrastruttura strategica da governare, perché incide sulla produttività, sulla sicurezza dei dati, sull’organizzazione del lavoro e sulla capacità competitiva del sistema economico.