(di Antonino Caffo) L'intelligenza artificiale non rappresenta più una frontiera tecnologica remota, ma una condizione di urgenza per il sistema produttivo nazionale.
Questo è il nucleo di "L'intelligenza artificiale per il futuro dell'Italia. Competenze, casi d'uso e valore nell'Europa che innova", il nuovo saggio di Giuseppe Di Franco, amministratore delegato del Gruppo Lutech e docente al Politecnico di Milano.
Il volume si distacca dalla saggistica puramente teorica per proporsi come una mappa operativa dedicata ai decisori chiamati a gestire la transizione digitale in un momento cruciale per l'economia continentale.
L'analisi di Di Franco muove da un monito diretto: il rischio sistemico per l'Italia non risiede in un eventuale errore nell'applicazione dell'IA, bensì nell'immobilismo. L'autore sostiene che le tecnologie siano ormai mature e i casi d'uso ampiamente documentati, rendendo la scelta di agire l'unico vero discrimine tra lo sviluppo e il declino competitivo. La strategia delineata nel testo punta a colmare il doppio divario, tecnologico e di competenze, che separa l'Europa dalle aree più dinamiche del mondo attraverso investimenti mirati sulla formazione e sul superamento delle resistenze organizzative interne.







