Solo il 4% delle aziende italiane percepisce un sostegno pubblico davvero significativo all'adozione dell'IA, mentre il 59% lo giudica ancora insufficiente.
È questo il dato sorprendente che emerge dal nuovo Rapporto sull'Intelligenza Artificiale 2025 dell'Osservatorio Permanente di Aspen Institute Italia, numeri che fanno più rumore di mille slide sui grandi modelli linguistici, soprattutto per chi, come noi, lavora ogni giorno per garantire l'accesso al credito delle piccole e medie imprese.
Tradotto dal linguaggio dei questionari a quello del territorio si può riassumere così, e cioè che la rivoluzione tecnologica c'è, ma per l'impresa medio-piccola resta spesso una vetrina, non un cantiere aperto. Il rapporto, quasi 350 pagine curate da economisti, giuristi e tecnici, fotografa un mondo in cui Stati Uniti, Cina ed Europa corrono su tre binari diversi. Washington scommette sui privati (il progetto del Consorzio privato «Stargate» mette sul tavolo cinquecento miliardi!).
Pechino centralizza per raggiungere l'autosufficienza tecnologica entro il 2030. Bruxelles prova la carta della «terza via» — regole, etica, diritti — accompagnata finalmente da investimenti concreti come i 200 miliardi di InvestAI, il 40% degli USA.






