Milano, 12 giugno 2026 – L’AI Management Index, presentato alla Camera dei Deputati da CIDA e AI4I, misura per la prima volta la maturità manageriale nell’adozione dell’Intelligenza artificiale: punteggio medio 39,7 su 100, competenze al minimo storico, solo il 12% delle organizzazioni ha una governance attiva. La confederazione dei dirigenti avanza sei proposte concrete per accelerare la trasformazione.

L’Intelligenza Artificiale è già entrata nel lavoro quotidiano dei manager italiani, ma le organizzazioni faticano a tenere il passo. È la fotografia che emerge dall’AI Management Index (AIMI), il primo indice italiano dedicato alla misurazione della maturità manageriale nell’adozione e nella governance dell’AI, realizzato da CIDA — la Confederazione Italiana dei Dirigenti e delle Alte Professionalità — e AI4I, l’Istituto Italiano per l’Intelligenza Artificiale, e presentato il 10 giugno 2026 alla Camera dei Deputati nell’ambito delle celebrazioni per gli ottant’anni di CIDA. La ricerca ha coinvolto 1.740 dirigenti e manager pubblici e privati.

I numeri parlano chiaro: il 89% dei manager utilizza già strumenti di AI e il 57% registra benefici concreti in termini di riduzione delle attività ripetitive. Eppure il punteggio medio dell’indice si ferma a 39,7 su 100, quasi tre organizzazioni su quattro non hanno ancora raggiunto un livello avanzato di sviluppo e solo il 12% dispone di una governance AI formalizzata e attiva. L’adozione corre, la maturità organizzativa arranca.