di
Martina Pennisi
L’Europa ha inflitto al colosso una sanzione totale da 890 milioni di euro. La palla ora è in due campi: la sede di Google, che ha 60 giorni per adeguarsi alle richieste, e la Casa Bianca, con Trump in procinto di annunciare nuovi dazi
La palla ora è in due campi: Mountain View, la sede di Google, che ha 60 giorni di tempo per adeguarsi alle richieste della Commissione europea, e la Casa Bianca, con il presidente Trump in procinto di annunciare nuovi dazi. Ieri, come ci si attendeva, l’Europa ha inflitto al colosso di Alphabet una sanzione totale da 890 milioni di euro per il mancato rispetto di quanto stabilito dal Digital Markets Act, la norma a tutela dei mercati digitali. Due le accuse: condotta illecita per avvantaggiare i propri servizi di shopping o viaggi nel motore di ricerca (460 milioni) e per impedire agli sviluppatori che distribuiscono le loro app tramite Google Play di indirizzare gli utenti verso offerte alternative (430 milioni).
«I migliori prodotti dovrebbero avere successo perché sono migliori, non perché sono di proprietà della società che li gestisce. Questa è la promessa della legge che tutela l’equità, la scelta e l’innovazione» ha commentato Teresa Ribera, vice presidente della Commissione e commissaria per la Concorrenza.










