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Francesca Basso e Viviana Mazza
Washington: approccio aggressivo dell’Unione, rischiano i commerci. Il tycoon rivendica 18 miliardi di dollari totali di multe inflitte dall’Ue a Google, Meta, Apple e Amazon
Donald Trump ha minacciato il 24 luglio nuovi dazi contro l’Unione europea, in risposta ad una multa della Commissione europea a Google. «L’Unione europea lo sta facendo di nuovo: come al solito prende di mira direttamente le GRANDI aziende americane!» ha scritto ieri Trump sul suo social Truth. «Dopo aver multato Apple, senza ragione, per 15 miliardi di dollari, Meta per tre miliardi di dollari, Amazon per 2,5 miliardi di dollari e molti altri, siamo appena stati informati che Google, un gruppo davvero avanzato e incredibile, è stato multato per un altro miliardo di dollari, senza spiegazione. Il totale fa 18 miliardi di dollari». In realtà la spiegazione c’è. A far scattare la reazione di Washington sono state due decisioni adottate giovedì dalla Commissione europea per la violazione da parte di Google del Digital Markets Act, le regole Ue per garantire mercati digitali equi e contendibili.
Per Trump queste regole servono solo a penalizzare le multinazionali americane ma, secondo Bruxelles, Mountain View ha favorito i propri servizi su Google Ricerca e ha imposto restrizioni alle aziende che indirizzano i consumatori verso canali di acquisto alternativi, spesso più economici, su Google Play. La Commissione ha quindi inflitto a Google una sanzione di 460 milioni di euro e una seconda di 430 milioni di euro, per un totale di 890 milioni di euro, la multa più alta mai decisa finora nell’ambito della nuova normativa europea sui mercati digitali. Google ha 60 giorni di tempo per conformarsi alla legge, altrimenti rischia il pagamento di sanzioni periodiche fino al 5% del suo fatturato globale totale.











