<p>L’<strong>Unione Europea</strong> multa le <strong>big tech</strong> e il presidente degli Stati Uniti<strong> Donald Trump</strong> non la prende bene.
Il tycoon torna così ad attaccare frontalmente Bruxelles dopo la sanzione da<strong> 890 milioni di euro</strong> (circa 1 miliardo di dollari) imposta il 23 luglio a <strong>Google </strong>per il funzionamento - per l’Ue lesivo della concorrenza - del motore di ricerca e del Play Store.
L’arma evocata da Trump è, di nuovo, quella dei <strong>dazi</strong>. </p> <p> </p> <h2><strong>Lo sfogo di Trump</strong></h2> <p>«L'Ue ci riprova e, come al solito, prende di mira direttamente le grandi aziende americane!
Dopo aver multato <strong>Apple</strong>, senza alcun motivo, per 15 miliardi di dollari, <strong>Meta </strong>per 3 miliardi, <strong>Amazon </strong>per 2,5 miliardi e molte altre, siamo appena stati informati che <strong>Google</strong>, un gruppo davvero all'avanguardia e straordinario, è stato multato di 1 miliardo di dollari, senza alcuna spiegazione», scrive il presidente degli Stati Uniti su Truth Social.
Aggiungendo che gli Usa «<strong>non sono un salvadanaio</strong> per l’Europa né permetteremo che lo diventino». </p> <ul> <li><em>Leggi anche: <a href="https://www.milanofinanza.it/news/la-corte-di-strasburgo-traccia-il-confine-tra-critica-e-insulto-il-caso-di-un-video-tiktok-di-un-cittadino-202607140655499783" target="_blank">La Corte di Strasburgo traccia il confine tra critica e insulto.











