di

Federico Fubini

Gli errori dell’Europa (e dell’Italia) sulle forniture. Il problema non è solo che il viaggio costa molto di più. È soprattutto che l’Iran e gli Houthi adesso possono bombardare il porto saudita di Yanbu

Niente di tutto questo era imprevedibile, eppure molte grandi economie europee e i mercati mondiali dell’energia reagiscono come fossero stati presi alla sprovvista. Con l’effetto di destabilizzare le quotazioni del petrolio subito e far entrate potenzialmente ancora più in tensione quelle del gas nei prossimi mesi. Sarebbero allora inevitabili gli effetti a cascata per l’Italia, che si lascia sorprendere da questa ennesima crisi con uno dei più alti livelli al mondo di dipendenza proprio dal metano per la propria produzione elettrica.

Certo non era imprevedibile che l’Iran, attraverso la milizia yemenita degli Houthi, avrebbe ripreso a cercare di chiudere lo stretto di Bab el-Mandeb (che collega l’Asia con Suez attraverso il Mar Rosso). Non lo era, semplicemente perché è già successo e poi è già stato annunciato di nuovo. Dalla fine 2023 fino al 2025 inoltrato gli Houthi, spinti dall’Iran, avevano preso di mira alcune navi dai promontori della penisola araba sulle acque di Bad el-Mandeb; da allora il traffico in quello stretto è crollato e non si è mai ripreso oltre il 40% dei livelli di prima, perché molti mercantili fra l’Asia e l’Europa preferiscono circumnavigare l’Africa malgrado le due settimane di mare in più.