<p><span>«Il problema non è soltant</span><span>o il petrolio: questa volta rischia di fermarsi una parte della catena delle materie prime mondiali".
A dirlo a </span><span><em>MF-</em></span><span><em>Milano Finanza </em></span><span>è <strong>Alessandro Lanza,</strong> direttore esecutivo della <strong>Fondazione Eni</strong> <strong>Enrico Mattei </strong>e docente di <em>Energy and Environmental Policy</em> alla Luiss, uno dei maggiori esperti italiani di economia dell’energia. </span><span contenteditable="false"> </span> </p> <p><span contenteditable="false"> </span><span contenteditable="false"> </span> </p> <p><span><strong>Domanda.
Professor Lanza, alla luce della situazione geopolitica in Medioriente quanto possono salire ancora greggio e gas?</strong></span><span contenteditable="false"> </span> </p> <p><span><strong>Risposta. </strong></span><span>È </span><span>molto difficile fare previsioni sui prezzi nel brevissimo periodo.
Tutto dipende da ciò che accadrà nello Stretto di Hormuz.
Ma bisogna chiarire un equivoco: riaprire lo Stretto, se davvero venisse bloccato, non significherebbe semplicemente togliere un divieto di navigazione.






