L'intervista all'economista e direttrice del Luiss Research Center for European Analysis and Policy.

Se la crisi sullo Stretto di Hormuz perdura la stagflazione è una possibile conseguenza per l'economia. E' lo scenario delineato in un'intervista ad Adnkronos/Labitalia dall'economista Valentina Meliciani, ordinario di economia applicata alla Luiss 'Guido Carli' e direttrice del Luiss Research Center for European Analysis and Policy, che dice sì "misure mirate per famiglie e imprese" nel caso di aumenti dei prezzi dei carburanti in Italia.

Valentina Meliciani, lo Stretto di Hormuz è nuovamente bloccato e le navi non riescono ad attraversarlo per trasportare merci e beni energetici. Quanto 'pesa' sull'economia mondiale questa nuovo passo indietro nella crisi tra Iran e Usa?

Ci siamo accorti da quello che è successo fino a questo momento che la chiusura dello Stretto ha degli impatti importanti a livello globale, perché ovviamente riducendo il flusso di merci ne fa salire il prezzo. E questo comporta un aumento dei prezzi soprattutto dei beni energetici, quindi petrolio e poi anche gas. Di conseguenza questo si riflette poi sulla domanda e può portare ad un rallentamento dell'economia globale. Dipende poi ovviamente poi anche dalla risposta delle banche centrali. La Lagarde ha intenzione di parlare con il governatore della Federal Reserve per capire un po' che tipo di approccio adottare in termini di politica monetaria. Perché ovviamente nel caso dell'Europa la Banca Centrale Europea ha come obiettivo primario il contenimento dell'inflazione. Però è chiaro che l'aumento dei tassi di interesse aggrava il rallentamento dell'economia europea, quindi è sempre difficile rispetto alla situazione post Covid in cui c'erano stati tanti interventi espansivi in termini di politica fiscale e quindi il rischio di inflazione era maggiore perché non era legato soltanto all'aumento del prezzo delle materie prime, ma era legato anche all'aumento della domanda aggregata. In questo caso noi abbiamo una situazione che si avvicina di più a quella della stagflazione, quindi di un aumento dei prezzi accompagnato però anche da una riduzione della crescita economica. E se la crisi sullo stretto di Hormuz perdura questo è uno scenario possibile. L'economia infatti ha i suoi meccanismi per cui nel lungo periodo trova delle soluzioni. Ad esempio si utilizzeranno rotte diverse per importare le materie prime e ci si sta già muovendo in in questa direzione. Però è chiaro che questo richiede tempo e quindi nell'immediato l'impatto dello stop ad Hormuz può essere fortemente negativo.