Perché gli uccelli innalzano salmi di gloria? Forse perché sono gli unici a non chiudere il becco e a non avere paura? Conoscono il pericolo del contraccolpo della civiltà? No, sono invece gli unici coscienti della gioia.” Rodolfo Valentino è già una stella quando scrive in inglese queste righe, pubblicate nel suo libro di poesie Day Dreams (1923).
Da poco ha trionfato con Lo sceicco e i suoi occhi dipinti di nero ammaliano chiunque li incroci. La poesia è il luogo in cui riesce a dare una forma concreta a ciò che nella vita rimane informe: le aspirazioni, le paure, il sentimento di chi cerca un nome per la propria inquietudine. [...] Chissà cosa pensava quel ragazzo di diciott’anni quando salpò da Taranto verso l’America. Forse guardava il porto della sua città, crocevia ambiguo del Mediterraneo: un luogo fatto di partenze, ritorni mancati, uomini senza patria e altri alla ricerca di una nuova identità.
Da quel molo erano passati mercanti, marinai, avventurieri. E anche artisti, come il musicista Domenico Savino, amico dei Guglielmi, che nel 1910 aveva attraversato l’oceano per inseguire una carriera americana e riuscì a costruire una fortuna come compositore. Fu la riuscita del suo viaggio a spingere Rudy a emigrare. [...] Prima che “Rudy” venga scritto in caratteri variopinti sui manifesti di Hollywood, è soltanto un giovane emigrante arrivato in America con quella curiosa insalata di nomi che il padre gli ha lasciato in eredità. Fa il giardiniere, il cameriere, il ballerino occasionale.








