«Questo si può riutilizzare, quello va riciclato». Sono i comandi vocali che integrano il lavoro degli umani e dell’intelligenza artificiale nel nuovo Textile Hub di Prato. Un investimento di 31,3 milioni di euro per la multiutility toscana Plures, che ha ricevuto finanziamenti del Pnrr per 900mila euro e un credito d’imposta di 850mila dal piano Industria 4.0.

L’obiettivo è diventare un centro di produzione di materia prima secondaria. L’impianto a pieno regime occuperà 50 addetti su due turni, con circa 40 persone impiegate nella cernita semiautomatica dei materiali, durante la quale i capi vanno distinti tra riutilizzabili e riciclabili. Per Alberto Irace, amministratore delegato di Plures, è necessario «rispondere a un’esigenza destinata a crescere rapidamente nei prossimi anni: recuperare il massimo valore possibile dai materiali tessili e restituirli al ciclo produttivo».

Una raccolta pari al fabbisogno dell’intera regione Toscana

L’impianto può trattare fino a 33mila tonnellate di rifiuti tessili l’anno di ogni tipologia. Ventimila provengono dalla fitta rete di raccolta che Plures svolge sul territorio tramite campane, ritiri a casa ed ecocentri.

Oltre a questi materiali post-consumo, pari al fabbisogno stimato per l’intera Toscana, si sommano 13mila tonnellate di cosiddetti scarti pre-consumo: materiali in eccesso dalle filiere (soprattutto dalle aziende del distretto pratese) e che possono essere recuperati.