Allarme caro carburanti in Italia Il governo apre alle accise mobili Un pieno di gasolio costa 13 euro in più. Lo choc geopolitico rischia di trasformarsi in nuova inflazioneRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciRoma, 24 luglio 2026 – Il petrolio torna sopra i 100 dollari al barile e il caro-carburanti rientra nell’agenda del governo. Mentre la guerra in Iran scuote i mercati e trascina Milano in fondo ai listini europei, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti riapre con prudenza alla possibilità di un intervento fiscale. “C’è il meccanismo delle accise mobili, quando entrerà in funzione lo valuteremo. Ma al momento non le ho”, ha detto alla Camera.

La frase non equivale a un annuncio, ma segna un cambio di clima. Il 23 giugno, con il miglioramento dello scenario internazionale, Giorgetti aveva escluso una nuova proroga dello sconto. Un mese dopo, l’escalation iraniana e la corsa del greggio costringono il Tesoro a rimettere il dossier sul tavolo.

Il prezzo che riaccende l’allarme

Il 23 luglio il gasolio self ha raggiunto in media 2,141 euro al litro sulla rete ordinaria e 2,213 euro in autostrada; la benzina è salita rispettivamente a 1,957 e 2,048 euro. Dal 3 luglio, quando è terminata la riduzione temporanea delle accise, il diesel ha accumulato un rincaro di quasi 26 centesimi. Per un pieno da 50 litri significa circa 13 euro in più. Il gasolio è il punto più sensibile perché alimenta gran parte dell’autotrasporto. Il rincaro entra nei costi della distribuzione, dell’agroalimentare, del turismo e della manifattura e può trasferirsi sui prezzi finali. È il canale attraverso cui lo choc geopolitico rischia di diventare nuova inflazione.