di Benedetta MacchiniSIENACi risiamo. Ci avevamo sperato un po’ tutti quando, a inizio luglio, la decisione del Governo di non riconfermare il taglio delle accise sembrava aprire la strada a una progressiva discesa dei prezzi dei carburanti. E invece, eccoci di nuovo ad osservare con terrore i distributori e a sperare che l’ultimo pieno fatto duri il più possibile.
Anche a Siena, secondo i dati di Osservaprezzi, il portale del ministero delle Imprese dedicato al monitoraggio dei carburanti, il prezzo della benzina al self service sfiora pericolosamente i due euro al litro. Quella servita, invece, ha già abbondantemente superato tale soglia psicologica. Il gasolio, dal canto suo, si avvicina ai due euro e cinquanta.
Questo perché lo stallo dei negoziati tra Stati Uniti e Iran e la ripresa delle ostilità nello Stretto di Hormuz (alle quali si aggiungono le criticità di Bab el-Mandeb) hanno fatto schizzare il prezzo del petrolio. Per capirci: all’inizio di luglio il Brent veniva scambiato a circa 71,50 dollari al barile. Ad oggi, dopo un picco di 100 al barile, si è attestato intorno ai 97-98 dollari. Un aumento complessivo tra il 30 e il 36 percento in poche settimane. Secondo un’elaborazione dell’Unione nazionale consumatori su dati Mimit, la differenza per un pieno di 50 litri tra ieri e il 3 luglio è di 13 euro per il gasolio e 8,25 per la benzina. In autostrada, per il diesel, il rincaro sale di altri 95 centesimi. Complessivamente, secondo le stime di Cna, dall’inizio del conflitto tra Usa e Iran, le famiglie e le imprese italiane hanno pagato oltre 4,5 miliardi di euro in più per benzina e gasolio rispetto ai prezzi precedenti alla crisi. E nei primi 24 giorni di luglio il rialzo ha raggiunto circa 850 milioni e potrebbe superare 1,1 miliardi entro la fine del mese.









