Roma, 24 luglio 2026 – Vediamo se è possibile mettere d’accordo la Pancia e la Testa sul caso di Mario Roggero. Il gioielliere ha dichiarato di aver subito diversi furti con spaccata negli anni ’90 e nei primi anni 2000. Nel maggio del 2015 durante una rapina fu picchiato con violenza riportando la frattura del setto nasale e altre lesioni.
Secondo perizie successive, quell’episodio gli procurò un disturbo post-traumatico da stress. Il 28 aprile 2021, tre rapinatori minacciarono con molta violenza Roggero, la moglie e la figlia con un coltello e una pistola giocattolo che sembrava assolutamente vera.
Dopo aver subito la rapina, il gioielliere ha inseguito i banditi uccidendone due e ferendo il terzo. Per questo è stato condannato a 14 anni e nove mesi. Il minimo della pena per l’omicidio volontario è di 21 anni. La concessione delle attenuanti l’ha ridotta di un terzo ed ecco quindi la pena finale che Roggero dovrebbe scontare in carcere.
Dice la Pancia di destra (che raccoglie, peraltro, su questo caso una parte maggioritaria dell’opinione pubblica): non è un omicidio volontario, ma legittima difesa. Dopo tutto quello che gli è capitato in passato e l’estrema violenza dell’ultima rapina si giustifica una reazione così esasperata. Il gioielliere pertanto non meriterebbe il carcere e andrebbe graziato al più presto. Il risarcimento di 780mila euro è grottesco.












