Il pronto soccorso dell’ospedale “Nostra Signora di Bonaria” di San Gavino Monreale è sempre più carico di lavoro con attese infinite anche per 20-25 pazienti (molti anziani) che arrivano dai ventotto paesi dell’Asl del Medio Campidano, ma anche dalla zona di Isili e dall’Oristanese. Una situazione sempre più difficile anche per il personale sanitario ridotto all’osso (due i medici in organico, almeno undici quelli previsti in organico) e da poco ha dato le dimissioni anche la direttrice facente funzioni.
L’attesa infinita
Chiede interventi immediati su personale, posti letto e rete territoriale la segreteria della Cgil Funzione Pubblica della Sardegna Sud Occidentale insieme ai componenti della Rsu. «La situazione del pronto soccorso», denunciano, «ha ormai raggiunto un livello di criticità che non può più essere ignorato. Dopo la cessazione del ricorso ai medici “gettonisti”, l’organico risulta ulteriormente ridotto: a fronte di un numero sempre crescente di accessi, il servizio viene garantito da un numero insufficiente di professionisti, con inevitabili ripercussioni sulla qualità dell’assistenza e sulle condizioni di lavoro».Ma non è questo l’unico problema come evidenzia Gino Cadeddu, sindacalista della segreteria Cgil-Fp: «Succede, come due giorni fa, che si arrivi alla presenza di 25 persone, molte delle quali devono stare in attesa per ore senza aria condizionata nella sala d’attesa. È il fenomeno del boarding: numerosi pazienti restano in pronto soccorso anche oltre le 48 ore, impossibilitati a essere ricoverati per la cronica saturazione dei posti letto. Non è un problema di barelle o di spazi aggiuntivi: senza medici, infermieri e posti letto disponibili, qualsiasi soluzione tampone è destinata a fallire. È una situazione vergognosa».







