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Giorni di passione per il pronto soccorso del Grande ospedale metropolitano che - quale Dea di secondo livello - rappresenta il principale centro di riferimento per le emergenze-urgenze più complesse del territorio. «Operiamo – ammette il primario Paolo Costantino – in una situazione di estrema criticità determinata principalmente da un fenomeno di sovraffollamento strutturale soprattutto per la difficoltà di trasferire nei reparti di degenza i pazienti che necessitano di ricovero. A questo quadro, si aggiunge l’ondata di caldo estremo che sta determinando un significativo incremento degli accessi al pronto soccorso, in particolare di persone anziane, pazienti fragili e soggetti affetti da patologie cardiovascolari, respiratorie, renali e metaboliche, nelle quali il caldo può provocare scompensi clinici, disidratazione, colpi di calore e aggravamento delle condizioni preesistenti. E questo ulteriormente aumenta la pressione su una struttura che già opera al limite della propria capacità ricettiva».
La criticità maggiore riguarda quindi l’area internistica. Quotidianamente, numerosi pazienti, già valutati, stabilizzati e con indicazione al ricovero, rimangono per molte ore all’interno del pronto soccorso in attesa della disponibilità di un posto letto. Questo fenomeno, noto come “boarding”, determina una progressiva saturazione degli spazi assistenziali destinati all’emergenza.






