L’assessorato alla Sanità: «Nessuna emergenza, il sistema regge, presto nuovi medici»21 agosto 2026 alle 00:38L’Asl 8: carenze negli ospedali e nelle strutture socio-assistenziali
Un sistema sull’orlo del collasso. E non da ieri, quando il sindacato Nursing Up ha denunciato l’allucinante situazione del Pronto soccorso del Santissima Trinità di Cagliari, con 21 pazienti in boarding, cioè nelle barelle in corridoio in attesa di ricovero, dove poi rimangono anche diversi giorni. Gli ospedali sono a corto di posti letto. E l’inferno che stanno vivendo i malati, i medici, gli infermieri e gli oss, e anche i soccorritori delle ambulanze, a Is Mirrionis va avanti da tempo, e succede, in un modo o nell’altro, nei Pronto soccorso o nei reparti, anche al Brotzu, al Policlinico, all’Aou di Sassari, al San Francesco di Nuoro, al San Martino di Oristano, al San Camillo di Sorgono. Lo raccontano continuamente gli operatori sanitari stremati e i loro rappresentanti sindacali, da sud a nord dell’Isola.
La Asl 8
La direzione generale della Asl di Cagliari non nega certo il problema, anzi, spiega in una nota che una serie «di misure organizzative sono già in atto, monitora costantemente l’andamento degli accessi ed è pienamente consapevole delle pressioni a cui è sottoposto il personale, al quale va la massima vicinanza e il riconoscimento per il grande sforzo profuso». Insomma, l’Azienda sta facendo tutto il possibile per cercare di risolvere le criticità, anche attivando spazi supplementari negli ospedali spoke di Isili e Muravera «per l’assorbimento della domanda assistenziale». Ma a un certo punto si scontra inevitabilmente con i nodi irrisolti sul territorio: la vecchia chiusura di presìdi come l’ospedale Marino, con la perdita di molti posti letto – e «lasciare inutilizzata o fortemente sottoutilizzata una struttura, mentre gli altri presìdi dell’area vasta soffrono, è una contraddizione che merita una risposta», ricorda Emanuele Cabras, vice segretario regionale Cimo – le carenze della medicina di base e delle guardie mediche e turistiche in un periodo in cui la popolazione nell’Isola è molto più numerosa rispetto al normale, e le spaventose difficoltà legate alla fase di dimissione e di transizione dei pazienti verso le strutture territoriali (che mancano), infatti, continua la Asl, «un numero significativo di persone presenti in Pronto soccorso e nei reparti non presenta più necessità cliniche di natura acuta, ma complesse problematiche di tipo prevalentemente socio-assistenziale».






