Secondo l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), gli integratori alimentari sono alimenti a tutti gli effetti e devono rispettare precise norme in materia di sicurezza, composizione ed etichettatura. Un inquadramento che vale anche per i prodotti destinati a chi fa sport, spesso acquistati guardando più al risultato che alle garanzie.
Negli ultimi anni il mercato degli integratori per chi pratica attività fisica è cresciuto non solo in termini di offerta, ma anche di consapevolezza. Se in passato molti consumatori si concentravano quasi esclusivamente sul dosaggio o sul prezzo, oggi aumenta l’attenzione verso aspetti meno visibili ma decisivi: l’origine delle materie prime, i controlli di qualità, la trasparenza della filiera e gli standard produttivi.
La differenza non è solo nella formula
Due prodotti possono riportare in etichetta lo stesso ingrediente, in concentrazioni simili, senza essere per questo equivalenti sul piano qualitativo. A incidere sono la provenienza della materia prima, i processi di produzione, i controlli effettuati lungo la filiera e la documentazione che il produttore mette a disposizione.
È il caso, per esempio, della creatina monoidrato, uno degli ingredienti più utilizzati da chi pratica attività di forza o ad alta intensità. Quando si valuta una creatina monoidrato in polvere, oltre al dosaggio è utile verificare se il produttore indica con chiarezza l’origine della materia prima, gli standard qualitativi adottati e la presenza di certificazioni riconosciute. Sono informazioni che aiutano il consumatore a compiere una scelta più consapevole, indipendentemente dal marchio.









