La spesa è uno degli specchi più fedeli dei cambiamenti culturali. Molto prima che le trasformazioni emergano nelle statistiche economiche o nelle indagini sociologiche, iniziano a comparire nei carrelli dei supermercati. L’edizione 2025 dell’Osservatorio Immagino di GS1 Italy, che analizza oltre 151.000 prodotti per un valore di 57,3 miliardi di euro di vendite, mostra come gli italiani stiano ridefinendo il rapporto con il cibo attraverso ciò che leggono sulle confezioni.
L’elemento più evidente riguarda il crescente peso della salute. Continuano a crescere i prodotti free from, cioè privi di glutine, lattosio, zuccheri, ogm o pesticidi, che superano i 12,5 miliardi di euro di sell out con un incremento del 3,2 per cento a valore. Parallelamente avanzano anche i prodotti rich-in, quelli che evidenziano la presenza di fibre, fermenti lattici o proteine, segno che il consumatore non cerca più soltanto ciò che manca, ma anche ciò che ritiene utile aggiungere alla propria alimentazione.
Accanto al salutismo si consolida un altro fenomeno: la richiesta di maggiori garanzie. Crescono infatti i prodotti che comunicano assenza di residui, nitriti o organismi geneticamente modificati e quelli accompagnati da certificazioni riconoscibili. Non si tratta solo di una ricerca della qualità, ma della volontà di ridurre l’incertezza in una fase storica in cui il consumatore è chiamato a orientarsi tra una quantità crescente di informazioni.






