C’è chi li assume perché si sente giù, chi invece ha paura che il freddo gli ‘tagli il respiro’, chi ancora vuole solo apparire può giovane e tonico. Di certo, quando si parla di integratori alimentari, gli italiani non sono ultimi a nessuno. Qualche dato: sono oltre 32 milioni quelli che li consumano, con una crescita del 60% delle vendite negli ultimi 10 anni. In media si spendono 40 euro a testa al mese. Così si arriva alle prime dieci famiglie di integratori, le più richieste sul territorio nazionale.
“Ci riferiamo a sostanze che non sempre fanno bene e non sempre vanno assunte”, spiega Raffaella Cancello, nutrizionista ricercatrice dell’Irccs - Istituto Auxologico italiano di Milano. Perché qualche danno lo possono creare, e per questo forse sarebbe meglio sostituirle con alimenti naturali.
Gli integratori più richiesti, quando possono far male
Gli integratori che spesso si vedono dalle vetrine delle farmacie, o sugli scaffali delle parafarmacie dei centri commerciali, sono un grande richiamo per gli italiani: pasticche in confezioni colorate, con illustrazioni eloquenti, che promettono di togliere infiammazioni da stomaco e intestino, di alleviare la stanchezza, di preservare la salute del cuore; di ringiovanire la pelle.






