L’intesa tra Arabia Saudita e Stati Uniti sull’energia nucleare pacifica apre a investimenti miliardari, rafforza la cooperazione industriale e si inserisce nel nuovo equilibrio regionale segnato dal confronto con l’Iran e dalla competizione globale sulle tecnologie strategiche

L’accordo tra Arabia Saudita e Stati Uniti sulla cooperazione nell’uso civile dell’energia nucleare segna un passaggio rilevante nel consolidamento della partnership strategica tra Riad e Washington. Non è soltanto un’intesa energetica: costruisce il quadro giuridico e politico per una collaborazione destinata a protrarsi per decenni, con ricadute potenzialmente miliardarie sul piano industriale, tecnologico e della sicurezza regionale.

L’intesa è stata firmata dal ministro saudita dell’Energia e dell’Industria e delle risorse minerarie, il principe Abdulaziz bin Salman, e dal segretario statunitense all’Energia Chris Wright. Si dà quindi seguito a quanto annunciato durante la visita del principe ereditario Mohammed bin Salman negli Stati Uniti, nel novembre scorso, quando le parti avevano comunicato la conclusione dei negoziati sulla cooperazione nucleare pacifica.

Secondo il ministero saudita dell’Energia, l’accordo punta a rafforzare lo scambio di competenze, conoscenze e tecnologie nel settore nucleare civile, nel rispetto dei più elevati standard internazionali in materia di sicurezza, protezione fisica e non proliferazione. Per Riad, il dossier si inserisce nel progetto di diversificazione del mix energetico nazionale e nell’obiettivo di liberare maggiori volumi di petrolio e gas per l’export e la trasformazione industriale.