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Dal 17 al 20 luglio si sono tenute a Shanghai la World Artificial Intelligence Conference 2026 (WAIC) e la Conferenza di alto livello sulla governance globale dell'IA. Con il tema "Partner intelligenti, creare insieme il futuro", la conferenza non solo ha messo in mostra le innovazioni dirompenti dell'industria cinese dell'IA, ma ha lanciato al mondo un segnale chiaro sulla governance dell'intelligenza artificiale: un'IA orientata al bene, inclusiva, sicura e controllabile non è più un'idea irraggiungibile, ma una realtà in costruzione. L’area espositiva ha superato per la prima volta i 100 mila metri quadrati, con oltre 1.100 aziende partecipanti e più di 3.000 prodotti esposti, di cui oltre 300 in anteprima mondiale. Numeri che sono il bilancio industriale della conferenza, ma anche un osservatorio privilegiato per cogliere il passaggio dell’IA cinese dalla svolta tecnologica all'applicazione industriale. Negli ultimi anni la Cina ha attribuito grande importanza allo sviluppo dell'IA, condividendo attivamente con il mondo esperienze e risultati tecnologici. Un gruppo di modelli open-source cinesi è passato da casi isolati a un avanzamento collettivo, offrendo nuove soluzioni e nuove strade allo sviluppo dell’IA globale e accelerando uno sviluppo della tecnologia orientato al bene. Durante la conferenza, un’azienda cinese ha lanciato il modello open-source con più parametri al mondo, Kimi K3, con 2.800 miliardi di parametri: un nuovo passo avanti per i modelli di IA cinesi. Sul fronte delle infrastrutture di calcolo è stato presentato in anteprima mondiale il sistema Shuguang 8000 (Dengfeng). Primo supercluster IA cinese con 100 mila schede di calcolo interamente di produzione nazionale, il suo debutto segna il passaggio della potenza di calcolo nazionale su larga scala a una fase cosiddetta «facile da usare, ad ampio servizio e replicabile». Il sistema copre già oltre 20 settori ed è collegato alla National Supercomputing Internet, offrendo servizi di calcolo aperti ad atenei di ricerca, imprese e singoli utenti. È stato inoltre esposto per la prima volta il supernodo Atlas 950 SuperPoD, la più grande infrastruttura del suo genere al mondo: dotato di 1.024 schede di calcolo Ascend, è il supernodo con il maggior numero di schede finora presentato. Negli ultimi anni, con il rapido progresso dell'IA, i cluster di calcolo sono passati da 10 mila a 100 mila schede e oltre, e la larghezza di banda e la latenza della trasmissione di rete sono diventate nuovi colli di bottiglia: i supernodi sono così diventati un filone di ricerca chiave per l'industria globale del computing. Il valore dell'IA sta nelle sue applicazioni. Alla conferenza hanno attirato molta attenzione l'IA incarnata e le applicazioni industriali. In una farmacia intelligente un robot preleva e consegna i medicinali in circa 70 secondi, grazie alla sinergia di percezione ambientale, decisione autonoma e manipolazione flessibile. La tecnologia cosiddetta “un cervello per più macchine" è in continua evoluzione, con l'obiettivo di rendere i robot collaborativi sempre più capaci di vedere, pensare e agire. Questi robot sono ormai usciti dai laboratori e dai padiglioni espositivi ed entrati in servizio in diverse farmacie di Shanghai, rivelandosi utili soprattutto nei turni di notte. Quando i grandi modelli superano i mille miliardi di parametri, quando gli agenti intelligenti iniziano a eseguire compiti in autonomia e quando i robot partecipano in profondità ai processi decisionali, la società umana si trova ad affrontare non più semplici questioni tecnologiche, ma domande epocali su sviluppo, sicurezza, civiltà e governance. “Quando le macchine iniziano a pensare, come interagiranno con gli esseri umani? Quando gli algoritmi partecipano alle decisioni, come garantirne la sicurezza? Quando la tecnologia sfida l'etica, come può la governance tenere il passo? Quando il divario si allarga, come realizzare l’inclusività?" Alla conferenza, la Cina ha presentato una soluzione sistemica lungo quattro dimensioni chiave: promuovere l'apertura e la cooperazione per uno sviluppo condiviso, rafforzare la consapevolezza dei rischi per garantire sicurezza e controllabilità, incoraggiare l'inclusività per favorire l'apprendimento reciproco tra civiltà e sostenere la cooperazione per migliorare la governance globale. Il valore fondamentale di questa proposta è l'affermazione dei principi di "centralità dell'essere umano e orientamento al bene". Per sostenere lo sviluppo globale dell'IA, la Cina non si limita a proporre visioni. Promuove l'open-source, la cooperazione e la condivisione: i download complessivi di modelli open-source cinesi hanno superato i 10 miliardi, posizionando il paese al primo posto mondiale. Nei prossimi cinque anni, la Cina offrirà 5 mila posti di formazione specializzata sull'IA ai paesi in via di sviluppo, costituirà centri di cooperazione internazionale per l’applicazione dell'IA con ASEAN, Lega Araba, Unione Africana, CELAC, Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai e BRICS, e promuoverà l'adozione in 30 paesi del sistema di allerta meteorologica intelligente "Mazu". Tre iniziative concrete che porteranno la luce dell'intelligenza digitale in più paesi e regioni. Se si prendono i resoconti dei media internazionali come osservatorio, le parole chiave con cui negli ultimi dieci anni hanno descritto l’IA cinese hanno subito una netta trasformazione: si è passati dall’"inseguitore" dei primi tempi al cauto "concorrente strategico", fino all’odierno "artefice delle regole" e "promotore dell'open-source". Dall’Iniziativa per la governance globale dell'IA del 2023, alla risoluzione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite sul "Rafforzamento della cooperazione internazionale per lo sviluppo di capacità nell'IA", fino al "Piano d'azione per la governance globale dell'intelligenza artificiale", la Cina ha sempre sostenuto che la governance dell'IA debba attenersi al principio della consultazione congiunta e della costruzione condivisa. Ciò che la World Artificial Intelligence Conference 2026 ha mostrato non è più solo una visione tecnologica, ma una trasformazione industriale in atto. In un’epoca in cui le macchine cominciano a pensare, la soluzione cinese intende rispondere alla domanda di fondo, ovvero come l'umanità debba rapportarsi a esse: con apertura e inclusività, nel rispetto del principio di sicurezza e controllabilità, con l'obiettivo di una condivisione universale, perché l'intelligenza diventi davvero un partner e non un avversario dell'umanità.









