(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Unicredit scivola a Piazza Affari dopo la pubblicazione dei risultati del primo semestre. La banca ha chiuso i primi sei mesi dell'anno con un utile netto record di 6,1 miliardi di euro, in crescita del 24% rispetto allo stesso periodo del 2025 e superiore alle attese del mercato. Nel solo secondo trimestre, tuttavia, l'utile netto è sceso del 13,1% su base annua a 2,9 miliardi di euro. Escludendo una componente straordinaria legata alla voce dei proventi da negoziazione relativi a Commerzbank, il risultato si attesta ad ogni modo a 3,1 miliardi.

Secondo gli operatori, a pesare sull'andamento del titolo sarebbero soprattutto le indicazioni fornite dall'amministratore delegato, Andrea Orcel, sul risiko bancario. Il manager ha adottato toni prudenti sia sul fronte italiano, sia riguardo all'eventuale acquisizione di Commerzbank, sottolineando che i tempi restano lunghi e che una possibile integrazione tra le due banche richiederebbe almeno due o tre anni. «Questo non significa che in due o tre anni non genereremo valore, anzi», ha precisato Orcel, ribadendo che l'operazione dovrà rispettare rigorosi criteri di creazione di valore per gli azionisti.

Le dichiarazioni sono state interpretate dal mercato come un segnale di cautela su un dossier che negli ultimi mesi aveva alimentato aspettative di sviluppi più rapidi. Sono dunque scattate le prese di beneficio, anche tenendo conto che le azioni di Unicredit da inizio anno vantano un progresso del 12-13% e nel giro dell'ultimo anno del 32% circa.