(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Risultati record per Unicredit -2,37%
nel primo trimestre, che consentono alla banca di migliorare il target per il 2026 nonostante il peggioramento del contesto geopolitico. La banca guidata dall'a.d. Andrea Orcel ha chiuso il periodo gennaio-marzo con un utile netto di 3,2 miliardi, in crescita del 16,1% rispetto allo stesso periodo del 2025 e superiore del 20% circa rispetto ai 2,675 miliardi previsti dal consensus pubblicato sul sito della società.
Si tratta, rivendica la banca in una nota, del «21esimo trimestre consecutivo di crescita redditizia» e del «miglior trimestre di sempre», con «record su tutte le linee principali». I dati rappresentano quindi un «inizio straordinario» del piano UniCredit Unlimited. I ricavi sono saliti del 4,9% a 6,9 miliardi, con margine di interesse a 3,6 miliardi (-2%) e commissioni a 2,5 miliardi (+7,8%). In calo dell'1,1% a 2,3 miliardi i costi operativi, per un rapporto cost/income in calo al 33,4%, livello «leader nel settore». Il coefficiente patrimoniale Cet 1 è al 14,2% o al 14,8% «proformato per il Danish Compromise». Salirebbe a circa il 15% «per l'impatto temporaneo legato al valore del patrimonio netto di Commerzbank e Alpha Bank».














