La Corte costituzionale ha stabilito che il ministero della Giustizia deve trasmettere immediatamente al Procuratore generale presso la Corte d’Appello di Roma le richieste di cooperazione provenienti dalla Corte dell’Aja. Una decisione che avviene nell’ambito del caso Osama Njeem Almasri, ex capo della polizia giudiziaria libica e comandante della milizia Rada, accusato di essere un torturatore.

L’ufficiale libico era stato fermato in Italia il 19 gennaio 2025 su mandato della Corte penale internazionale, con le accuse di crimini di guerra e contro l’umanità, ma nell’arco di pochi giorni era stato scarcerato e riportato in Libia su un volo dei servizi, a causa dell’inerzia del ministero della Giustizia che scelse di non chiedere la convalida dell’arresto e l’applicazione di una misura cautelare. Dalla vicenda è nato un caso politico-giudiziario che avreva portato all’apertura di un’indagine per favoreggiamento a carico dei ministri della Giustizia e dell’Interno, Carlo Nordio e Matteo Piantedosi, e dell’Autorità delegata all’intelligence Alfredo Mantovano. Nonostante la richiesta di rinvio a giudizio arrivata dal Tribunale dei ministri, la Camera avevanegato l’autorizzazione a procedere e il fascicolo ha dovuto essere archiviato.