Roma, 23 lug. (askanews) – Con la sentenza numero 143, depositata oggi, la Corte Costituzionale ha esaminato le questioni di legittimità costituzionale sollevate dalla Corte d’appello di Roma, IV sezione penale, sulla vicenda Almasri, “con riferimento alla disciplina della cooperazione con la Corte penale internazionale e ha dichiarato l’illegittimità costituzionale degli articoli 2 e 4 della legge 20 dicembre 2012, n. 237, nella parte in cui non prevedono che il ministro della giustizia debba immediatamente trasmettere al Procuratore generale della Corte d’appello di Roma le richieste di cooperazione della Corte penale internazionale, salvo che comunichi alla stessa Corte d’appello la dichiarazione motivata di non dare corso a tali richieste per l’esigenza di tutela di princìpi costituzionali preminenti”. La Corte ha osservato, in linea preliminare, che la normativa attribuisce un ruolo esclusivo al ministro della giustizia nella cooperazione con la Corte penale internazionale e che “al paradigma operativo delineato dalla lettera e dalle interrelazioni sistematiche della normativa vigente si è conformato il contegno di chi, a vario titolo, ha esaminato la domanda di cooperazione”.