“Noi siamo contro la ‘ndrangheta senza se e senza ma, sotto ogni forma”. “La ‘ndrangheta ci fa schifo”. “Servono voti puliti, liberi, trasparenti”. Chissà cosa penserà il neosindaco di Reggio Calabria Francesco Cannizzaro rileggendo, a distanza di qualche settimana, le parole che ha pronunciato in campagna elettorale quando disse ai suoi candidati: “Meglio un voto in meno oggi che un’ombra sulla nostra dignità domani”.

Forse, con il senno di poi, quest’ultima frase potrebbe essere trasformata in “meglio un candidato in meno oggi che un’ombra sulla nostra dignità domani”. Ne parlerà sicuramente con il suo neo-assessore Massimo Ripepi a cui ha affidato le deleghe alla Protezione civile, all’edilizia residenziale pubblica e pure quelle sulle politiche dell’Area integrata dello Stretto. In passato candidato al Senato con Fratelli d’Italia, oggi in Calabria Ripepi è l’uomo di Stefano Bandecchi che lo ha nominato leader regionale di “Alternativa popolare”. E proprio in questa veste, Ripepi (che è anche pastore della chiesa cristiana “Pace”) ha scelto i candidati della sua lista a sostegno del futuro sindaco Francesco Cannizzaro. E tra gli aspiranti consiglieri c’era anche un commercialista di 58 anni, Francesco Stillittano, che non è stato eletto ma ha portato 261 voti al centrodestra e ad “Alternativa popolare”. Peccato però che, quando è stato candidato, era già indagato dalla Procura di Reggio Calabria per associazione a delinquere di stampo mafioso e per concorso in falsificazione di monete, spendita e introduzione nello Stato di monete falsificate.