Negli ultimi dieci anni i giovani della provincia di Macerata, quelli con un’età compresa tra i 15 e i 34 anni, sono passati da 65.933 a 59.669, 6.264 in meno, un calo del 9,5%. Un valore ben al di sopra della media regionale, -5,4%, superato solo dalla provincia di Ascoli, che ha registrato un -10,1%. Vanno meglio, invece, le province di Ancona (-1%), Pesaro (-2,9%) e Fermo (-8,2%). Sono i dati contenuti in una recente indagine dell’Ufficio Studi della Cgia, che fotografano in modo impietoso gli effetti di una denatalità di lungo periodo. Tra i principali Paesi Ue siamo i più "degiovanizzati". Negli ultimi dieci anni (2015-2025) la nostra diminuzione è stata del 4,3%, contro una media dell’Eurozona del -0,4%. Se anche la Germania ha registrato una variazione percentuale negativa (-1,8), le altre big europee, invece, sono in controtendenza, in particolare Francia (+1,6), la Spagna (+5,3) e Paesi Bassi (+11,5).

Le conseguenze sui banchi di scuola, specie in quella dell’Infanzia, già si vedono: meno nati, meno iscritti. La Confederazione degli artigiani, però, pone l’accento anche – e soprattutto – su altre questioni rilevanti. I numeri, infatti, destano una "forte preoccupazione, poiché mettono a rischio, tra l’altro, anche la tenuta del sistema occupazionale". Entro il 2029, infatti, secondo le previsioni del Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere - Anpal, sono circa 3 milioni i lavoratori, privati e pubblici che lasceranno il lavoro, 83.200 dei quali nelle Marche. La domanda è: chi li sostituirà? Già oggi molte imprese, specie quelle più piccole, fanno fatica a trovare la manodopera di cui hanno bisogno. Nel 2025, in provincia di Macerata a fronte di 29.240 assunzioni previste, quelle mancate sono state 9.687, il 33,1%. "Nel breve periodo, l’ingresso di nuovi extracomunitari può rappresentare uno strumento per affrontare questa sfida – sottolinea la Cgia – a condizione di riuscire a preparare adeguatamente le persone che intendono entrare in Italia nei Paesi di origine". Per il medio-lungo periodo, però, bisogna mettere a punto una sorta di vero e proprio piano.