| 18 Luglio 2026 15:02 |

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(Adnkronos) – Negli ultimi dieci anni i giovani italiani tra i 15 e i 34 anni sono diminuiti di mezzo milione, quasi 550 mila unità. Entro il 2029 oltre 3 milioni di lavoratori “usciranno dal mercato del lavoro: chi sostituirà questi lavoratori?”. Se lo chiede l’Ufficio studi della Cgia che analizza le prospettive del sistema pensionistico e dell’occupazione in Italia colpita da anni dalla crisi demografica.

La Cgia cita il sistema informativo Excelsior di Unioncamere-Anpal, secondo cui quasi 3 milioni di italiani lasceranno fabbriche e uffici, per lo più baby boomer. A farne le spese sono soprattutto le piccole imprese, che hanno una capacità attrattiva nei confronti dei giovani nettamente inferiore rispetto alle aziende di dimensioni maggiori. Di questi 3 milioni di addetti, poco più di 1,6 milioni sono dipendenti del settore privato, 768.200 dipendenti pubblici e 665.500 lavoratori autonomi. Gli imprenditori lombardi “subiranno” una incidenza delle uscite dei dipendenti privati sul totale del 64,6%, gli emiliano-romagnoli del 58,6 e i veneti del 56,5.

Secondo la Cgia “chi sostiene che gli immigrati possano, nel tempo, colmare i vuoti occupazionali che si creeranno nel nostro Paese si sbaglia clamorosamente. Tuttavia, nel breve periodo, l’ingresso di nuovi extracomunitari può rappresentare uno strumento per affrontare questa sfida, a condizione di riuscire a preparare adeguatamente le persone nei Paesi di origine che intendono entrare in Italia”.