La Francia (+1,6), la Spagna (+5,3) e i Paesi Bassi (+11,5) hanno momentaneamente, grazie in particolare agli immigrati, invertito il segno. Sebbene in Italia la fascia anagrafica tra i 15-34 anni presente nel nostro Paese sia stabile dal 2023 e pari a 12,1 milioni di persone, nel 2035 dovrebbe scendere a 11,8 e nel 2045 crollare a 10,1: praticamente 2 milioni di giovani in meno rispetto a oggi. Riguardo all'andamento della popolazione giovanile (15-34 anni) negli ultimi 10 anni, la Calabria è la regione che ha registrato la contrazione percentuale più marcata, con un -18%, in seguito di un calo in termini assoluti di quasi 85.000 unità.Poi la Sardegna con il -17,2% (-59.070) e la Basilicata con il -16,6 (-21.905). Tra le realtà geografiche più virtuose - grazie all'aumento del numero degli stranieri e dei giovani provenienti dal Mezzogiorno - ci sono la Liguria con il +4,6% (+12.464 giovani), la Lombardia con il +4,9 (+98.916) e l'Emilia R. con il +8,4 (+70.438). A livello provinciale, la diminuzione più importante è stata la sud Sardegna con il -24% (-17.905 giovani). Poi Oristano con il -22,7 (-7.543), Isernia con il -20,8 (-4.018) e Reggio Calabria con il -19,5 (-26.366). In contro tendenza, invece, 41 province su 107. Le più virtuose sono state Trieste con il +10,7% (+4.248), Gorizia con il +11 (+2.650) e Bologna con il +14 (+25.868).
Cgia, sempre meno giovani e più anziani in Italia. Chi lavorerà nel 2030?
In dieci anni i giovani tra i 15 e i 34 anni sono diminuiti di quasi 550 mila unità. Entro il 2029, 3 milioni i lavoratori lasceranno fabbriche e uffici









